In Trentino si perde acqua, al giorno scompare il 22.5% di quanto immesso in rete. Dal Pnrr oltre 100 milioni per sistemare gli acquedotti
Le maggiori cause della dispersione sono la datazione della rete idrica, le rotture nei condotti, errori nella misurazione dei contatori e agli allacci abusivi. Inoltre, soprattutto nelle zone di montagna, la presenza di fontane e simili, causa una grande erogazione e quindi un grande aumento della dispersione

TRENTO. In Italia in media ogni 100 litri immessi nella rete idrica ad uso civile, 42 vengono dispersi e non arrivano al consumatore. Il dato è contenuto nel report diffuso dalla Cgia Mestre che ha stilato una classifica delle province italiane sulla base delle dispersione nella rete idrica.
Le differenze a livello territoriale sono evidentissime. A Potenza, sul totale immesso in rete, si ha una perdita del 71% e la città si ritrova ad essere il capoluogo di provincia con il tasso di dispersione più alto. Altre città del sud non sono messe bene, come Chieti (70,4%) e L'Aquila (68,9%). Ma non ovunque il tasso è così alto. Trapani raggiunge un tasso di dispersione solo del 17,2% e Lecce del 12%, livello addirittura più basso del comune di Milano (13,4%). La città “meno sprecona” d’Italia è Como al 9,2% seguita da Pavia (9,4%) e Monza (11%).
Per quanto riguarda Trento non arriva nei rubinetti delle abitazioni il 22,5% di quanto immesso in rete. Per Bolzano il dato è leggermente superiore e si arriva ad una dispersione del 28,6%.
Le maggiori cause della dispersione sono la datazione della rete idrica, le rotture nei condotti, errori nella misurazione dei contatori e agli allacci abusivi. Inoltre, soprattutto nelle zone di montagna, la presenza di fontane e simili, causa una grande erogazione e quindi un grande aumento della dispersione.
L’Italia inoltre è il paese più “idroesigente” d’Europa con un consumo idrico totale annuo di 40 miliardi di metri cubi, seguiti da Spagna (30 miliardi di metri cubi) e da Francia (27 miliardi di metri cubi). Del nostro consumo annuo, il 41% (16,4 miliardi di metri cubi) è dedicato all’agricoltura, il 24% per usi civili, il 20% per l’industria e il 15% per produrre energia elettrica. In Europa siamo il paese con il più alto consumo di risorse idriche in agricoltura e industria. Per l’uso civile (famiglie, piccole imprese, alberghi, servizi, attività commerciali, agricole ecc) consumiamo 25 milioni di metri cubi al giorno.
I fondi del PNRR arrivano anche in Trentino
Per il rinnovamento e la realizzazione di nuove infrastrutture, la riparazione della rete idrica, la digitalizzazione e il monitoraggio, a livello nazionale sono stati stanziati dal Pnrr 4,3 miliardi di euro, a cui va aggiunto un miliardo stanziato dal Ministero delle Infrastrutture per ridurre le perdite nella rete idrica.
Con decreto direttoriale del Ministero delle Infrastrutture, frutto del dialogo tra la Giunta Provinciale e Ministero e alla collaborazione tra strutture provinciali e comunali, con la convocazione da parte del Dipartimento Enti locali della Provincia ed Aprie a fine 2023 del Consorzio dei Comuni, dei Comuni interessati e dei gestori per la presentazione dei progetti, in Trentino, sono stati ammessi al finanziamento del Pnrr 18 progetti per un totale di 100 milioni di euro.


















